Nella diretta Facebook dello scorso 21 maggio 2020 ho incontrato dei veri campioni dello sport, sia in campo che della gestione sportiva.

Andrea De Nicolao, playmaker Reyer Venezia, campione d’Italia in carica
Gianfranco Bardelle, presidente del Coni Veneto
Jacopo Tognon, avvocato specializzato in diritto dello sport

Andrea ci ha raccontato la sua grande passione per lo sport. Ha fatto tutte le esperienze giovanili a Padova, dove è nato. Poi ha girato l’Italia fino a ritornare in Veneto, a Venezia.

Prima del Covid faceva il giocatore a tempo pieno, con ritmi serrati e impegni quotidiani, tutti i giorni della settimana, con una costante responsabilità verso la società, i tifosi, gli sponsor… Poi all’improvviso è divenuto papà a tempo pieno, e così ha goduto dei veri valori della vita, in particolare con la famiglia.
È membro dell’associazione giocatori di basket italiani. Il movimento si sta preparando a un cambio epocale, perché lo sport sarà colpito tantissimo. È sostenuto dalla passione degli imprenditori, attraverso le sponsorizzazioni, ma ora questi penseranno ad altro, principalmente alle loro aziende. Così tanti giocatori non prenderanno mesi di stipendio.
Si arriverà a drastiche riduzioni di ingaggi. Qualche società scomparirà. Andrea è convinto che sia necessaria una tutela maggiore nei confronti degli sportivi perché oggi non ce ne sono, anche per quelli che non hanno un contratto; per esempio non esiste una cassa integrazione per gli sportivi italiani.

Solo se le federazioni andranno incontro alle società sportive queste potranno sopravvivere, anche a livello di base. L’unico modo per far funzionare le piccole realtà di comune, dove con tanto amore e sacrificio gli appassionati fanno vivere i veri valori dello sport, è l’azzeramento delle rate delle società alle federazioni.

Purtroppo in Italia la scuola e lo sport vivono separatamente e questa situazione non aiuta la sopravvivenza delle società. Lo sport porta salute e benessere e il binomio, scuola e sport, è portatore di valori. Sarebbe auspicabile immaginare delle strutture per dei grandi collegiali, dove si possa studiare e allenarsi.

Andrea è curatore del suo Veneto Camp, giunto alla nona edizione, che si farà anche quest’anno, seguendo certe regole, senza contatti e fra 40/50 giorni, quando inizierà, si augura di poter fare di più, magari anche il contatto fisico, che al momento non ancora possibile.

Il presidente Bardelle ci ha comunicato che le linee guida sono state elaborate per merito del Politecnico di Torino, con le indicazioni di tutte le federazioni, e che sono state recepite dal governo al 100%.
Per due mesi e mezzo ci è stato chiesto di rinunciare a quello che abbiamo sempre fatto e cioè sport, stando assieme divertendoci. Abbiamo rispettato queste indicazioni.
Oggi viviamo la fase più difficile. Riaprire gli impianti sportivi ricade sulle società sportive, che sono piene di entusiasmo. Come Coni dobbiamo aiutare le associazioni sportive senza scopo di lucro a riaprire i propri spazi con modalità di sicurezza.
Per metà giugno dovrebbero riprendere le attività di squadra, almeno gli allenamenti e la preparazione, certamente non le manifestazioni; alcune federazioni attenderanno invece l’autunno per ripartire.
Come dirigenti dello sport ci stiamo muovendo per aiutare le società di base, che si basano sugli sponsor, cioè le sponsorizzazioni delle aziende, e che ora potrebbero non confermare gli importi previsti.

Molte federazioni hanno tolto le tasse imposte alle società di base per il 2020.

Anche l’Anci si sta muovendo, azzerando i canoni degli impianti sportivi per l’anno 2020.

Al governatore Zaia abbiamo chiesto l’emissione di voucher per le famiglie per lo sport under 14.

Jacopo ci ha ricordato il suo legame con lo sport del nostro comune e come le società sportive di base siano la struttura portante del sistema. Gli sport senza contatto sono più semplici da riattivare e la maggior parte dei problemi sono risolvibili. I costi per la sanificazione di una sala dove si fanno fitness invece sono molto gravosi.
Ci vuole pazienza e tempo, e poi bisognerà convivere con capacità di adattamento.

I gestori dei centri sportivi devono adeguarsi alla informativa e questo significa dare contezza delle misure minime necessarie, mantenere i presidi di sicurezza, dando appuntamenti e spacchettando gli orari di entrata, magari ampliando gli orari di apertura. Importante è dare un senso di sicurezza, anche se questo significa qualche piccolo aumento.

Nelle palestre delle scuole sarà necessario il contingentamento degli spazi, perché nel corso della giornata ci sono gli studenti, gli anziani, il basket e la pallavolo e ogni gruppo ha responsabili diversi. Ogni gruppo dovrebbe sanificare gli spazi e gli attrezzi per il gruppo successivo, ma prima di ottobre non si faranno attività all’interno.

Lascia un commento

Resta sempre aggiornato

Lasciami i tuoi contatti

I dati richiesti verranno trattati nell'assoluto rispetto delle disposizioni contenute nel decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 e sue successive modificazioni ed integrazioni e del Regolamento Ue 2016/679